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1 anno di prigione di Jordi Sànchez e Jordi Cuixart: 1 anno di ingiustizia

Oggi, 16 ottobre, ricorre un anno da quando Jordi Sànchez, allora presidente dell’Assemblea Nacional Catalana (ANC), e Jordi Cuixart, presidente di Òmnium Cultural (ÒC), sono stati arrestati preventivamente, accusati di ribellione e sedizione per aver difeso la libertà e la democrazia e aver esercitato diritti fondamentali come quello di manifestazione.

Sànchez e Cuixart sono coinvolti in una causa legale viziata e con innumerevoli irregolarità nell’istruzione. In effetti, la custodia cautelare, applicata con un chiaro desiderio di spaventare la cittadinanza, rappresenta un’anomalia, dal momento che può essere utilizzata solo come ultima risorsa, e nonostante ciò sono in prigione da un anno, prima nel carcere di Soto del Real, a Madrid, e da luglio nella prigione di Lledoners, vicino a Barcellona.

Proprio ieri, Amnesty International ha pubblicato un comunicato nel quale insiste nella richiesta di messa in libertà “immediata” di Jordi Sànchez e Jordi Cuixart, in quanto trova “ingiustificato” il fatto che siano ancora sotto custodia cautelare, visto che tutti i due avevano il diritto di “organizzare e promuovere ritrovi pacifici in supporto al referendum e all’indipendenza della Catalogna”.

Un falso impianto accusatorio
La causa si basa su una violenza inventata ed incidenti inesistenti attribuiti a Sànchez e Cuixart durante la giornata del 20 settembre 2017, quando le forze di sicurezza dello Stato spagnolo fecero irruzione nel Dipartimento dell’Economia della Generalitat e altri dipartimenti del governo catalano. Migliaia di manifestanti si concentrarono pacificamente durante tutto il giorno per protestare.

Anche se l’atteggiamento del popolo era stato non violento, lo Stato ha costruito una storia inventata che si smonta facilmente attraverso video, immagini e testimonianze di quella giornata, che sono stati raccolti in alcuni documentari che mostrano come i due leader della società civile perfino hanno negoziato con la Guardia Civil il modo in cui il personale giudiziario poteva lasciare l’edificio senza alcun incidente.

Nonostante ciò, l’istruttoria si è basata su questa storia falsa, facendo diventare giudiziario un problema politico e lasciando ben chiaro che nello Stato spagnolo non vi è alcuna separazione dei poteri, mettendo così in discussione la qualità della democrazia spagnola e facendo riapparire il concetto di prigionieri politici nell’Europa del XXI secolo.

La cittadinanza è ancora una volta mobilitata
L’ANC chiede nuovamente l’annullamento della causa che detiene in carcere Jordi Sànchez e Jordi Cuixart. Per mostrare ed evidenziare questa ingiustizia, la cittadinanza tornerà a manifestare oggi. Entità sovraniste come l’ANC e ÒC hanno organizzato diverse concentrazioni. Quella che si prevede più importante si svolgerà in Plaça Catalunya, nel cuore di Barcellona, alle ore 20.00.